Lavorare ed essere mamma crea delle difficoltà

La mia storia in Banca: mi rivolgo a tutte le mamme che non hanno l‘opportunità di stare a casa con il proprio figlio/a e necessitano di lavorare.
Diventare mamma è la cosa più bella in assoluto della vita… Per me non c’è niente al mondo che può avere così tanta importanza: mio figlio e la mia famiglia. Come sappiamo tutti, e con maggior ragione quando si ha una famiglia, bisogna per necessità lavorare… e da questo momento l’essere mamma crea delle difficoltà.
Ho lavorato per 7 anni in una Banca. Il mio percorso si è  svolto in un settore specifico dove ho lavorato per diversi anni svolgendo attività diverse. Dopo qualche tempo ho avuto una promozione e mi sono trasferita in un altro reparto, questo  per  gli ultimi due anni fino al momento in cui sono  diventata mamma. Quando ero ancora incinta (ho lavorato fino a 3 settimane prima del parto) ho chiesto di ottenere un congedo di 6 mesi  con  l’intenzione di rientrare al 60% per i primi 6 mesi e successivamente aumentare il tasso di occupazione all’80%.
Inizialmente la reazione del mio responsabile è stata positiva e riteneva che per il team non ci  sarebbero state necessarie ristrutturazioni se avessi lavorato all’ 80%.  Dopo 2 settimane lo stesso responsabile  cambiò  radicalmente idea e mi fece  sapere che se non rientravo al 100%  non sarei potuta rimanere.  La sua motivazione è stata: in un piccolo team non si può lavorare in percentuale ridotta. Dopo svariate richieste e riunioni anche tramite l’ufficio del personale, l’unica offerta che mi è stata fatta era di ritornare al mio vecchio posto al 50 % senza  neanche avere  la possibilità di aumentare la percentuale lavorativa all’80%.

 

Da quel momento mi è caduto il mondo, ero molto delusa e mi sono sentita tradita dal mio datore di lavoro. Per 7 anni ho dato il massimo e non ho mai avuto problemi di nessun tipo. Perché  non potevano venirmi incontro? Le motivazioni del perché  non volevo tornare al mio vecchio posto di lavoro sono diverse e per di più in questi anni avendo fatto un passo in avanti  non vedevo il senso di farne uno indietro. Non ho avuto la scelta, mi sono dovuta licenziare e cercare un’altra occupazione.

 

Per concludere terrei a dire che noi donne una volta mamme siamo molto discriminate e non c’è nessun tipo di aiuto da parte del datore di lavoro. Nessuno vuole fare qualcosa per aiutare, ti ignorano e basta. Questo atteggiamento deve assolutamente cambiare. Dovremmo prendere esempi da altri paesi, come ad esempio quelli nordici.