Basi legali

1. Articolo costituzionale

Nel 1981 è stato accettato l’articolo costituzionale con il quale è stata sancita l’uguaglianza giuridica tra uomo e donna:

Art. 8 cpv. 3: Uguaglianza giuridica
Uomo o donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l'uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia, l'istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore.

2. Legge sulla parità dei sessi (LPar)

Nel 1996 è entrata in vigore la legge sulla parità dei sessi. Il suo elemento centrale è il divieto generale di discriminazione nella vita professionale.

La legge vieta appunto la discriminazione di una persona a causa del suo sesso, segnatamente con riferimento allo stato civile, alla situazione familiare o a una gravidanza. La proibizione di discriminazione comprende in particolare l’assunzione, la retribuzione, la formazione e il perfezionamento professionali, le promozioni e il licenziamento.

In caso di discriminazione l’interessato/a può chiedere al Giudice:

 

  • di proibire una discriminazione imminente;
  • di far cessare o far accertare una discriminazione attuale;
  • di ordinare il pagamento del salario dovuto.

 

L’art. 4 della Legge sulla parità specifica inoltre che le molestie sessuali sul posto di lavoro costituiscono una discriminazione e che in quanto tali sono inammissibili.

 

La legge prevede inoltre degli aiuti finanziari per i progetti e i consultori innovativi che promuovo la parità nella vita professionale e definisce i compiti dell’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo.

A chi si applica la Legge sulla parità dei sessi?

 

La Lpar si applica a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori a prescindere dal datore di lavoro e dal tipo di azienda. Diversamente da altri ambiti non vi è quindi alcuna distinzione tra lavoratori che sottostanno al diritto privato e a quello pubblico.

Concetti chiave Lpar

 

  • Discriminazione:
    Differenza di trattamento tra un uomo e una donna fondata unicamente sull‘appartenenza sessuale.
  • Discriminazione diretta:
    Discriminazione fondata esplicitamente sul sesso o su criteri che si applicano solo a uno dei due sessi senza essere obiettivamente giustificata.
    Es.: mancata assunzione di una lavoratrice perché incinta.
  • Discriminazione indiretta:
    Discriminazione nella quale il criterio impiegato potrebbe valere per ambo i sessi, ma in definitiva svantaggia, in maggiore proporzione persone di un sesso, senza nessuna giustificazione obiettiva.
    Es.: concedere un bonus solo ai lavoratori che lavorano a tempo pieno.

3. La procedura secondo la LPar nel Cantone Ticino

L’Ufficio di conciliazione

Nel Cantone Ticino l’Ufficio di conciliazione in materia di parità dei sessi con sede a Bellinzona è l’autorità competente per la conciliazione, ad esso è conferita una competenza estesa su tutto il territorio del Cantone. L’Ufficio di conciliazione ha lo scopo di consigliare le parti e di aiutarle a trovare un accordo, evitando che la controversia sfoci in giudizio.

L’Ufficio è competente sia per le controversie di diritto privato che per quelle di diritto pubblico.

L’Ufficio si compone di un presidente e di una rappresentanza paritetica di datori di lavoro e di lavoratori.

Per il diritto privato con l’entrata in vigore del Codice di diritto processuale svizzero la procedura di conciliazione nei casi Lpar è divenuta facoltativa (art. 199 cpv. 2 CPC), diversamente dagli altri ambiti del diritto del lavoro nei quali la conciliazione è obbligatoria.

La procedura di conciliazione

 

La procedura inizia con un’istanza scritta della lavoratrice. L’Ufficio convocherà poi le parti per un’udienza di conciliazione durante la quale cerca di trovare un’intesa tra le parti. In caso di raggiungimento di un accordo, l’Ufficio redige un verbale che viene sottoscritto dalle parti. Lo stesso esplica gli stessi effetti di una sentenza cresciuta in giudicato.

 

Se le parti non raggiungono un accordo, l’Ufficio di conciliazione può emettere:

 

  1. Una decisione: se il valore litigioso non supera Fr. 2’000.–;
  2. Una proposta di giudizio: la quale diventa definitiva se le parti non vi si oppongono entro 20 giorni;
  3. L’autorizzazione ad agire: se le parti non hanno raggiunto un accordo. Con la stessa si può proseguire la causa e entro 3 mesi agire dinnanzi al Pretore competente.
La procedura in Pretura

 

Per la causa in Pretura si applica la procedura semplificata indipendentemente dal valore di causa (art. 243 cpv. 2 let. a CPC). La petizione deve essere inoltrata mediante istanza scritta al Giudice competente, in Ticino presso la Pretura competente (domicilio di una delle parti o luogo di lavoro).

Facilitazioni procedurali previste dalla Lpar

 

  • Alleviamento dell’onere della prova (Art. 6 Lpar)
    Secondo l’art. 6 Lpar la persona vittima di una discriminazione sessuale beneficia di una facilitazione procedurale chiamata “alleviamento dell’onere della prova”.
    Le autorità giudiziarie non esigono la prova assoluta della discriminazione, ma si accontentano della sua verosimiglianza.
    Questa norma non si applica ai casi di molestie sessuali e di discriminazione all’atto dell’assunzione.
  • Procedure gratuite
  • Accertamento d’ufficio dei fatti (massima inquisitoria sociale)
La procedura Lpar nei rapporti di lavoro di diritto pubblico

 

Rispetto al diritto privato cambiano alcune regole di procedura e le autorità competenti.
Se con la procedura di conciliazione svolta presso l’Ufficio di conciliazione per la parità dei sessi non si trova un accordo, la lavoratrice deve adire il Consiglio di Stato e in un secondo tempo, in caso di insuccesso, il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) quale autorità di ricorso.

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